Un po’ di nostalgia

Intanto grazie per i commenti raccolti fino a questo momento, li abbiamo trovati tutti interessanti! Se avete altri racconti, altri aneddoti inerenti “particolari esperienze filmiche” continuate pure ad aggiungerli sotto il nostro primo post … nel frattempo cerchiamo però di fare un passo in avanti nelle nostre riflessioni …

Ci sembra che tra chi lega il cinema al ricordo delle domeniche pomeriggio passate in centro, chi ama le sale piccole e silenziose, chi adora la sensazione di essere avvolti dal buio … si possa parlare di un generale affetto e/o nostalgia nei confronti della “sala tradizionale”, anche se poi nella quotidianità si usano altri dispositivi per vedere i film.  Dunque ci chiediamo, ma anche vi chiediamo cosa realmente differenzi la visione in sala rispetto a quella in altri spazi di visione?

Per offrirvi ulteriori stimoli vi lasciamo con alcune parole di Roland Barthes: “Non posso mai, parlando di cinema, impedirmi di pensare sala, più che film!”

14 Risposte a “Un po’ di nostalgia”

  1. Chiara 21 Dice:

    Beh sicuramente guardare i film dal pc o tramite il lettore dvd dopo averli scaricati e masterizzati non è sicuramente come andare al cinema ma può comunque essere un’adeguata risposta a un prezzo del biglietto sicuramente un pò troppo elevato.. Prezzo a parte comunque al cinema si va lo stesso, anzi, ogni tanto si ha proprio la necessità di andarci. Forse perchè è un luogo prima di tutto molto legato all’infanzia di ognuno di noi.
    Per la mia esperienza personale non posso non citare il classico cartone animato di natale disney che guardavo puntualmente ogni anno e poi è anche un luogo legato alle “prime uscite” dell’adolescenza, le prime senza genitori ma solo con gli amici.
    Ma non c’è solo l’infanzia; penso che anche i pop corn siano un buon incentivo, basta pensare alla sensazione di sgranocchiare e mangiucchiare qualcosa mentre si guarda il film completamente rilassati sulla poltrona per non dire “svaccati”. Ritengo poi che solo al cinema una persona possa veramente dire di aver visto un film, questo perchè la visione domestica rimane sempre comunque disturbata da mille fattori mentre al cinema ci sei solo tu e il film che hai scelto e male che vada t puoi fare sempre una bella dormita sulla poltrona. Il buio e il silenzio sono anche elementi molto importanti, la sala è infatti uno di quei pochi luoghi al mondo in cui si riesce a percepire il silenzio, in cui la gente si ammutolisce (cosa rara).
    Siamo infatti pervasi talmente tanto dal vociare che ogni tanto non fa male godersi il silenzio.

  2. Alessandra/14 Dice:

    Bhe la seconda puntata della mia story love va proprio a mirare sulla differenza tra un film al cinema, visto romanticamente in una sala al buio, e un film quando mangi sul pc, in qualsiasi momento della giornata. Oggi mi sono vista con il ragazzo che mi piace, abbiamo passato un fantastico pomeriggio, facendo i compiti e guardando degli spezzoni di film al pc, ma nessuno dei due riesce a dichiararsi: lui mi ha proposto di andare al cinema venerdì pomeriggio e io ho accettato anche se mi scoccia spendere 7.90 di biglietto, preferisco comprarmi qualcos’altro, ma ho accettato non per il desiderio di vedere un film in sala, ma per la situazione che mi si prospetta, una situazione romantica, vorrei quindi farvi capire che molta gente non sceglie le sale cinematografiche per il pazzo desiderio di guardare un film, forse a volte si, ma soprattutto per la situazione che si crea in tale luogo, un’atmosfera che è difficile da ricreare davanti al pc, o in altri modi, io quando mi voglio vedere un film solitamente lo chiedo al ragazzo di mia sorella e lo guardiamo insieme sul pc, vado invece al cinema quando escono film memorabili come High school musical 3 o quando mi invita un ragazzo; inoltre se siamo in comitiva e vogliamo uscire il cinema è, e rimane un ottimo luogo d’incontro. Baci, p.s. vi aggiornerò sui nuovi sviluppi…

  3. odioilcinema Dice:

    Grazie alessandra, i tuoi commenti sono dolci, delicati… mi raccomando aspettiamo il racconto sul tuo appuntamento al cinema.

  4. Chaplin77 Dice:

    Innanzitutto, volevo ringraziarvi per aver inserito l’indirizzo del mio blog nella lista dei preferiti. Ora veniamo a noi. Personalmente, rimango affezionatissimo alla vecchia e gloriosa monosala,anche perchè da piccolo e da adolescente ho frequentato moltissimo il cinema. Certo, non disdegno le odiene possibilità di fruizione delle immagini in movimento, ma -secondo me- il cinema non è la pura e semplice visione,infatti è anche sala come luogo di condivisione delle emozioni con gli altri. Amo anche lo smorzarsi delle luci, il buio della sala,il rumore ipnotico della macchina da proiezione. Adoro rimanere seduto in poltrona fino alla fine dei titoli di coda e poi scambiare qualche commento con i pochi rimasti- C’è un bel libro sulla sala buia, ma non ricordo l’autore e venerdì 10 ottobre, su Repubblica è stato pubblicato un interessante articolo a fima di Franco Montini e Carlo Moretti dal titolo “Addio vecchio cinema Paradiso le città cancellano le sale storiche”.

  5. odioilcinema Dice:

    Grazie Chaplin per la tua visita e per i consigli riguardo al libro e all’articolo di Repubblica… tutto materiale che cercheremo di recuperare. Ci si incontra nei nostri rispettivi blog… a presto!

    sara

  6. Fabio/35 Dice:

    La sala cinematografica é un luogo particolare che ognuno di noi credo possa legare a tanti ricordi, sia belli che brutti. In tali ricordi rivivono volti, situazioni, discorsi, e spesso resta chiaro in mente il luogo e ciò che successe, ma non quale fu il film visto.
    E’ chiaro quindi che il luogo “cinema” é uno spazio di aggregazione che spesso perde la sua originale destinazione d’uso: la visione dei film.
    Inoltre la speculazione economica che domina la nostra società ha fatto in modo che molte sale cinematografiche venissero costruite secondo regole che non contemplano il diritto principale di ogni utente: godere dello spettacolo.
    Così capita di trovarsi in sale piccole, scomode, con impianti audio/video scadenti, schermi non adeguati e così di seguito.
    In contrapposizione a ciò fortunatamente esistono alcuni cinema che privilegiano la qualità dando allo spettatore le attenzioni necessarie per farlo sentire al centro dell’emozione.

    Deve essere chiaro il fatto che i film, almeno quelli di un certo spessore, sono studiati appositamente per essere proiettati su grande schermo, in determinate condizioni di illuminazione e con tecnologie adeguate. Ogni altra “situazione” causa un decadimento del livello qualitativo e una diminuzione del coinvolgimento sensoriale direttamente collegato all’azione audiovisiva.

    Per quella che é la mia esperienza di spettatore e in quanto amante del cinema mi riservo il privilegio di vedere i film che ritengo a mio giudizio validi, per contenuti e/o per la presenza di effetti speciali, unicamente in sala e, nel continuo tentativo di aumentare il piacere e ridurre il disturbo, scelgo accuratamente le strutture e gli orari in modo da coniugare alta qualità e bassa presenza di pubblico potenzialmente nocivo.
    Un esempio di struttura perfetta per la visione dei film (sembra assurdo dover fare tali distinzioni) é il cinema Arcadia di Melzo. Ho avuto l’onore di vedere molti capolavori della storia del cinema in quelle sale, uno su tutti “2001 odissea nello spazio” di Stanley Kubrick riproposto in formato 70mm.
    L’esperienza che si può vivere, in modo particolare nella sala denominata “energia”, ma anche in tutte le altre, é bellissima e molto coinvolgente grazie a sistemi di proiezione che includono la tecnologia digitale, dimensione degli schermi significativa, impianti audio di dimensione, potenza e qualità eccelse e, cosa non di poco conto, assenza dell’intervallo a metà film.

    Un altro esempio di struttura che offre qualcosa di diverso dal solito é il cinema Mexico di Milano. In questo caso però non si tratta di particolari meraviglie tecnologiche bensì dell’ambiente che viene creato appositamente dagli organizzatori e dagli spettatori: in determinate serate e ormai da tanti anni viene proposto il film “The rocky horror picture show” di Jim Sharman e gli spettatori sono caldamente invitati a partecipare allo spettacolo giungendo mascherati come i protagonisti della pellicola e recitando le battute contemporaneamente agli attori.

    In quanto essere umano che coltiva relazioni sociali ovviamente mi capita anche di andare al cinema per stare con gli amici e in questi casi non bado molto al tipo di sala o al livello del film, possibilmente però in queste situazioni, soprattutto di questi tempi per risparmiare quanche soldo, preferisco la casa come luogo di ritrovo e la televisione come mezzo.
    L’utilizzo del pc lo riservo a quei momenti in cui preferisco rimanere solo, comodo e rilassato e per vedermi tutti quei film che purtroppo non hanno più una programmazione cinematografica e che per qualche motivo mi sono perso.
    Privilegio per ora il pc rispetto alla televisione perché per ora la risoluzione del monitor é superiore a quella del mio televisore, in attesa che arrivi anche in casa mia l’alta definizione.

  7. Luca, 27 Dice:

    Non ho ancora capito il perchè, ma al cinema da solo faccio fatica ad andarci. Non che non mi sia capitato, e non che non mi sia divertito (in realtà non l’ho trovato granchè differente) ma al cinema in genere ci vado con qualcuno, mentre un film a casa lo guardo indifferentemente da solo o in compagnia.
    Poi, se chi viene con me al cinema prova a parlarmi durante il film la cosa mi infastidisce, ma piuttosto che andarci da solo prendo il rischio.
    Credo sia abitudine. Del resto al cinema erano legate le prime uscite serali da ragazzino, i primi “limoni” in ultima fila (bacio prolungato in cui si perde metà del film, ndr), e, in tempi più recenti, le discussioni post visione, la pizza prima del film con gli amici.
    Tutte attività che in casa da solo perdono appeal. No?

  8. Franscesca/24 Dice:

    Sono d’accordo con Fabio: la maggior parte dei film sono progettati per essere proiettati sul grande schermo e alcune sale sono migliori di altre.
    Io soffro di una particolare intolleranza per le multisale che ricordano tanto i famosi non-luoghi e dove il rito “andare al cinema” diventa un pò artefatto.
    Certo, questi sono anche i posti dove il livello tecnologico è migliore e dove l’esperienza di vedere un film è davvero immersiva al cento per cento.
    Però volete mettere le vecchie sale cinematografiche del centro? Quelle con i sedili un pò più scomodi e gli schermi un pò più piccoli, dove però il gusto del cinema si assapora davvero?
    Magari non per vedere Transformes e Il cavaliere oscuro….piuttosto per rivedere i vecchi film! E così il suono non perfetto e la pellicola un pò malandata concorrono a ricreare un’atmosfera.

    Qualche anno fa ho passato un breve periodo di studio a Parigi. All’università proiettavano film vecchissimi in alcune aule…e così capitava che tra una lezione e l’altra ci si andasse a riposare proprio lì, anche alle 10 del mattino, con un caffé caldo in mano. L’attenzione verso il film non era al massimo, però il momento era davvero piacevole!

  9. Gianna Dice:

    Ma perchè, comprare le caramelle gommose e mangiarle fino a quando non ti viene la nausea non è bellissimo? Se vado all’Anteo proprio non mi viene voglia. Ma se vado, chessò, in viale Sarca…. bhè, tutto un altro amplissimo mondo di possibilità… Non c’è sempre bisogno di contemplare. La sala piccola sala è contemplazione, ti apre gli occhi in un modo diverso, ma va bene solo per certi film. Nel multisala ti senti molto più disposto al cazzeggio (si possono dire le parolacce), ad un certo tipo di trasressione, che è anche una trasgressione rispetto al modo in cui si pensa al cinema da cinefili. E’ come liberarsi dalla scacralità per spofondarsi nel divertimento leggero. E poi in casa… si può fumare, si può tornare indietro, si può rivedere maniacalmente la stessa seguenza più e più volte. Li insieme ti leberi del sacro rito e lo moltiplichi, lo stiri fino a farlo diventare quasi solo tuo.
    Forse sono un po’ blasfema…. ma tant’è….

  10. Chiara/30 Dice:

    Come dicevo nel precedente post la sostanziale differenza è il numero di partecipanti alla visone, oltre che alla qualità delle immagini e del suono ovviamente.
    E’ più facile guardare un film in tanti al cinema piuttosto che a casa di amici dove lo schermo è piccolo e i posti a sedere sono pochi. E poi quando si guarda un film in casa con amici spesso si chiacchiera, si commenta il film e a volte si parla d’altro, mentre se sei al cinema trovi sempre, e secondo me è un bene, la persona alle tue spalle che ti dice “schhhhhhhhhhhhhhhh” e ti riporta un pò all’ordine e al silenzio. Quindi è più facile apprezzare ed entrare in un film se lo si guarda al cinema: è come se il dolby e lo schemo ti avvolgessero e ti proiettassero nel racconto mentre il televisore di casa sembra spesso un oggetto distante, una finestra da cui sbirci qulacosa che poco ti coinvolge.

  11. Yally Dice:

    Innanzitutto dico grazie a Sara che ci ha invitato a partecipare a questo interessante dibattito.
    Vivo in una piccola città; in realtà é più un grande paese che si aggrappa in modo quasi commovente alle sue peculiarità un pò deleterie un pò rassicuranti: borghesismo radicato e condito da una genuina dose di calore umano.
    Questa premessa é d’obbligo per riportare, con un certo stupore, della passata presenza, in questa piccola città, di ben 3 sale cinematografiche. Oggi le sale non esistono più ma non parlerò delle ragioni che hanno portato alla scomparsa di questi luoghi, (ogni “scomparsa” testimonia di una morte lenta, sfilacciata ed ingloriosa); preferisco invece tracciarne un breve ricordo che sopravviva alla fine.
    Nel cinema Arlecchino, oggi solo teatro, entrai per la prima volta, quando avevo 15 anni e non per assistere ad una proiezione bensì per la mia prima assemblea studentesca. Erano gli anni ‘80, il tempo della guerra fredda, con il tema degli armamenti che ogni giorno invadeva i media solleticando la mia voglia acerba e appassionata di essere “contro”.
    Il cinema mi apparve subito come un luogo straniero forse perchè non vidi luci soffuse o immagini felici, né sentìi la musica piovere dal soffitto: il cinema, implacabilmente illuminato e ostaggio di individui comprensibilmente rabbiosi, mi apparve come un luogo di scontro, lo sfondo di un evento eccitante e forse troppo grande per me. Fu quella l’unica volta in cui quel cinema non assolse alla sua principale e più naturale funzione ma tanto bastò per rendermelo estraneo.
    Col cinema Roma, tutto fu molto diverso.
    Sperimentai il cinema di mattina nell’ambito del progetto CINEFORUM organizzato dalla mia scuola.
    Palesemente fuori posto e fuori tempo – associo il cinema al buio, alla notte, alla degna conclusione di una lunga e faticosa giornata – quei mattini costituiscono per me un ricordo così vivo che i tanti anni trascorsi, sembrano giorni, a volte ore, scandite dalle immagini amplificate de “L’albero degli zoccoli”, “Cristiana F., noi i ragazzi dello zoo di Berlino”, o “Cristo si è fermato a Eboli”. Affetto.
    Da ultimo viene il cinema Galvani.
    Piccolo, intimo, tinto di un’atmosfera densa, calda ed accogliente, fu il mio cinema del cuore.
    Mi sforzo di ricordare com’era fatto, di aderire all’opinione diffusa secondo cui l’acustica di quella sala era perfetta, ma invano. Per me il cinema Galvani rappresenta soltanto un luogo stranamente privato e inconsapevolmente testimone dei primi turbamenti amorosi.
    Il ricordo incerto di quella sala non scalfisce minimamente la certezza che nessun’altro luogo fu più consono depositario di certi batticuori!
    E allora, per rispondere al vostro interrogativo – perché non si pensi che io abbia solo voluto annoiarvi con certe memorie – forse la differenza di cui ci chiedete – tralasciando le questioni squisitamente tecniche ed economiche – la facciamo sempre noi, il nostro sentire rispetto al mondo, il nostro umore, la nostra ricerca di un benessere fisico e psichico, la nostra educazione, lo sfondo su cui si muove la nostra vita, in due parole l’essere umano, così semplice, così complicato!

  12. odioilcinema Dice:

    Grazie Yally (Elena), mi fa piacere ritrovare la tua sensibilità anche in questo blog… e pensavo che forse sarebbe carino raccontare in queste pagine l’esperienza del “cinema crocigliese”… da ricordare e da promuovere.

    Scusate sto parlando “un po’ in codice”. Forse Elena può capire, ma gli altri no. Quindi ricomincio da capo: Io e Elena siamo originarie di una piccola frazione nell’Oltrepò Pavese (Crociglia). Piccola, piccola! Questa estate l’associazione culturale che anima la frazione (e di cui Elena è il presidente) ha organizzato una sorta di cineforum all’interno di una cascina restaurata… Un’esperienza particolare e singolare di cui (per l’appunto) tramite l’aiuto di Elena o di qualche altro membro dell’associazione vorrei parlarvi…

    a presto
    Sara

  13. Yally Dice:

    Ciao Sara!
    e scusami per la latitanza ma la settimana é stata pesante….A proposito della nostra esperienza “teatrale” estiva, io credo che tuo padre potrebbe essere la persona più adatta a parlare un pò della cosa….Dai Vittorio, facci sentire la tua voce!!!

    A presto,

    Yally

  14. odioilcinema Dice:

    Sai Yalli ho provato a convincere mio padre a esprimersi, ma è un po’ timoroso rispetto a questi nuovi sistemi di comunicazione.

    Comunque a breve inserirò nella “sezione cinefoto” alcune fotografie che raccontano il vostro cineforum rurale.

    Le ha fatte mio padre… sono bruttine, ma almeno rendono l’idea.

    Sara

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